Gli Aneurismi
sono dilatazioni permanenti e ad andamento ingravescente di un segmento
arterioso, tali da condurre a diametri superiori del 50% rispetto
al valore normale. Ammettono cause differenti, la più comune
delle quali è costituita dall’aterosclerosi. Non sono
ancora del tutto chiari i meccanismi secondo cui la malattia aterosclerotica
si esprime in taluni pazienti in senso steno-ostruttivo (cioè
provocando un restringimento significativo o una occlusione del
lume del vaso), in altri in senso dilatativo. Vero è che,
quando la causa dell’aneurisma è l’aterosclerosi,
la patologia interessa prevalentemente l’anziano. Infatti,
relativamente agli aneurismi dell’aorta addominale, che sono
i più diffusi ed i meglio conosciuti, si stima che ne risulti
portatore il 2-5% dei soggetti di età compresa tra i 60 e
gli 80 anni e, addirittura, il 9% di quelli di età superiore
agli 80 anni.
I maschi sono coinvolti più frequentemente
rispetto alle femmine: sino alle 7 volte in più negli aneurismi
addominali e circa 3 volte in più in quelli toracici e toraco-addominali.
Decisamente più rare sono le forme dovute
ad una degenerazione della parete aortica definita medionecrosi
cistica, spesso associata a disturbi congeniti del tessuto connettivo
(sindrome di Marfan, sindrome di Ehlers-Danlos). In questi casi
l’aneurisma coinvolge l’aorta toracica più frequentemente
di quella addominale e l’età media alla diagnosi appare
inferiore rispetto a quella vista per gli aneurismi aterosclerotici.
In base al segmento aortico coinvolto si distinguono:
Aneurismi dell’arco
aortico
Aneurismi
dell'Aorta Toracica
Aneurismi
dell'aorta toraco-addominale, di cui si parla
quando sia coinvolta anche l’aorta viscerale (ossia quel segmento
di Aorta da cui orginano i vasi deputatialla vascolarizzazione degli
organi viscerali come il fegato, l’intestino, la milza e etc.);
in questi casi, come vedremo, il trattamento chirurgico impone l’apertura
simultanea del torace e dell’addome in associazione a quella
del diaframma (struttura muscolare che divide la cavità toracica
da quella addominale)
Aneurisma
dell'aorta addominale
Nella maggior parte dei casi gli aneurismi aortici
decorrono asintomatici sino allo sviluppo di complicanze.
Per questo motivo la loro diagnosi è per lo più casuale,
legata al riscontro di una tumefazione pulsatile alla palpazione
profonda dell’addome o ad esami strumentali, quali l’ecografia
e la TAC.
Possono, seppure raramente comparire sintomi
aspecifici, quali:
· per gli aneurismi dell’arco aortico
e toracici: un’alterazione del tono vocale (voce bitonale),
una difficoltà alla deglutizione, episodi asmatiformi, bronchiti
frequenti, dolore dorsale all’assunzione di determinate posizioni
o ricorrenti dolori intercostali
· per gli aneurismi dell’aorta addominale:
disturbi digestivi, alterazioni dell’alvo (stipsi e/o diarrea),
dolore lombare o sciatalgico
· per gli aneurismi toraco-addominali l’una
o l’altra delle opzioni viste.
La peggiore insidia associata agli aneurismi aortici,
la cui storia naturale è contrassegnata dalla progressiva
espansione, è rappresentata dalla loro rottura,
spesso associata a quadri clinici drammatici di shock emorragico
(sanguinamento massivo al di fuori del sistema circolatorio all’interno
della cavità addominale con associata instabilità
pressoria fino al completo collasso circolatorio, perdità
di coscienza e morte) e gravata da alti tassi di mortalità
e di morbilità (conseguenze invalidanti dopo interventi che
conseguono l’obiettivo di salvare la vita del paziente). Da
qui deriva la necessità del trattamento in elezione, ossia
programmato, a partire da stabiliti diametri che, per l’aorta
toracica e toraco-addominale risultano pari a 6
cm, per l’aorta addominale a 5 cm.
In base al documentato rischio di rottura, anche gli aneurismi
sacciformi , che si configurano
come estroflessioni o grossolane bozzellature dell’aorta,
indipendentemente dal diametro, rappresentano in molti casi indicazioni
al trattamento.
Analogamente è indicato il trattamento di
un aneurisma aortico quando subentri un dolore associato all’aneurisma
o nel caso in cui, in presenza di diametri tra i 5 ed i 6 cm per
l’aorta toracica o toraco-addominale, ovvero tra i 4 ed i
5 cm per l’aorta addominale, concomitino bozzellature o dilatazioni
sacciformi (chiamati in termine medico Blister),
o la crescita annua superi i 10 mm, nel primo caso, ed i 5 mm nel
secondo.
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