U.O.C. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
Direttore Prof. Domenico Palombo

 

 


La dissecazione aortica è una patologia differente, nella quale, per difetto della parete vascolare (medionecrosi cistica) costituzionale (sindrome di Marfan o di Ehlers-Danlos) o acquisito (aterosclerosi) si verifica lo slaminamento dello strato più interno della parete aortica (definita in termine medici Intima) con penetrazione di sangue in falsi canali formatisi tra l’intima e gli strati più esterni del vaso. Si tratta di condizioni altamente instabili, in merito sia alla possibilità di rottura aortica, sia alla progressione del fenomeno lungo tutto il vaso aortico, con rischio di occlusione di rami importanti originanti dall’aorta.

Tale instabilità riguarda soprattutto le prime 24-48 ore dall’esordio, anche se, la durata della fase acuta si estende convenzionalmente alle prime 2 settimane. A seconda del coinvolgimento o meno dell’aorta ascendente l’università di Stanford ha proposto una classificazione tuttora in vigore in:

· Dissecazioni di tipo A, che costituiscono emergenze cardiochirurgiche

· Dissecazioni di tipo B, la cui gestione spetta al Chirurgo Vascolare

 

Classificazione di De bakey e Stanford

Queste ultime esigono un trattamento medico intensivo, con farmaci anti-ipertensivi (che abbassano la pressione), analgesici (che riducono il dolore) e monitoraggio dei parametri vitali del paziente.

A differenza degli aneurismi propriamente detti, le dissecazioni aortiche sono sempre sintomatiche per un violento dolore retro-sternale (che simula quello dell’infarto) e/o inter-scapolare, irradiato verso il basso, lungo la colonna vertebrale.

Si ricorre al trattamento invasivo, chirurgico tradizionale, o, come oggi sempre più spesso accade, endovascolare in presenza di determinate complicanze quali: la rottura aortica, un dolore persistente ed incoercibile, l’impossibilità di controllo della pressione arteriosa, la presenza di segni anatomici di incipiente rottura agli esami di controllo (TAC o risonanza) e i quadri di malperfusione, che dipendono dalla strozzatura o dalla chiusura dei vasi collaterali aortici, ad opera della dissecazione, provocando un’ischemia (riduzione dell’ apporto di sangue provoca nei tessuti ed organi non irrorarti uno stato di sofferenza “ingravescente” che può condurre alla loro distruzione e morte) dell’intestino, dei reni, degli arti o del midollo.

Quando non trattati in urgenza/emergenza, l’evoluzione della dissecazione di tipo B conduce, generalmente allo sviluppo di un aneurisma dissecante cronico da progressivo allargamento dell’aorta dissecata, il quale raggiunge diametro meritevole di trattamento chirurgico nei 2/3 circa di pazienti a 5 anni dall’esordio.

 

ICONOGRAFIA


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