U.O.C. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
Direttore Prof. Domenico Palombo

PATOLOGIA AORTICA

La nostra U.O.C. si occupa della valutazione diagnostica e del trattamento della patologia coinvolgente l ’AORTA (AORTA TORACICA, ADDOMINALE E TORACO-ADDOMINALE)

immagine: Lab

Segmentazione anatomo-chirurgica del AORTA sec. Dubost

L’aorta rappresenta il vaso arterioso principale dell’albero vascolare arterioso. Origina dal cuore, in corrispondenza del piano valvolare, e distribuisce all’intero organismo il sangue pompato dal cuore durante ogni sistole ventricolare sinistra, attraversando, lungo il suo decorso, il torace e l’addome.

A livello toracico il vaso si distingue in 4 segmenti:

La radice aortica o bulbo, estesa dal piano valvolare sino alla giunzione sinu-tubulare.
L’aorta ascendente, estesa dalla giunzione sinu-tubulare sino al tronco brachio-cefalico o tronco anonimo.
L’arco aortico, esteso dal tronco brachio-cefalico sino all’istmo aortico; è il segmento da cui originano i vasi, detti tronchi sopra-aortici o TSA, destinati al collo, alla testa ed agli arti superiori.
L’aorta toracica, estesa dall’istmo aortico sino al diaframma.

A livello addominale l’aorta si distingue in:

Aorta celiaca, dalla quale originano i principali vasi che nutrono i visceri addominali (stomaco, fegato, milza , intestino, etc.) , cioè il tripode celiaco e l’arteria mesenterica superiore; rappresenta la diretta prosecuzione dell’aorta toracica inferiormente allo jato aortico del diaframma.
Aorta para-renale, dalla quale originano le arterie destinate ai reni
Aorta sotto-renale, dalla quale origina l’ultimo ramo aortico viscerale, definito arteria mesenterica inferiore; il vaso termina biforcandosi nelle due arterie iliache comuni.

La patologia del bulbo aortico e dell’aorta ascendente viene affrontata dal Cardiochirurgo.

La patologia dell’arco aortico, in passato solo curata dal Cardiochirurgo, viene da qualche anno trattata anche dal Chirurgo Vascolare, nei casi in cui sia possibile non usare la circolazione extracorporea ed escludere per via endovascolare (cioè inserendo all’interno del vaso una protesi che escluda la parte di arteria malata fissandosi ai due estremi ancora sani) questo segmento aortico, modificando la circolazione dei vasi che da esso traggono origine mediante la realizzazione di bypass (cioè di veri e propri ponti che consentono al sangue di raggiungere le sedi predestinate utilizzando una strada alternativa a quella anatomica naturale) a partenza dall’aorta ascendente, dall’arteria succlavia destra o, in casi estremi, dall’arteria femorale. In questo modo è possibile ridurre la complessità del trattamento di una patologia che, affrontata tradizionalmente, continuerebbe a rappresentare una procedura di estrema difficoltà a causa dell’importante trauma chirurgico che richiederebbe. (necessità di interruzione del circolo sanguigno, ipotermia profonda, etc…)

Le patologie dell’arco aortico e dell’aorta toracica, addominale e toraco-addominale di più frequente riscontro sono rappresentate dagli Aneurismi e dalle Dissecazioni

   
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