U.O.C. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
Direttore Prof. Domenico Palombo

 

 

 


STRATEGIE OPERATIVE


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Nell’ambito del trattamento della patologia varicosa l’atto chirurgico tradizionale consiste nella Stripping della grande e piccola safena (la vena malata viene letteralmente sfilata) e a flebectomie multiple (piccole incisioni cutanee attraverso le quali vengono eliminate le collaterali venose patologiche della grande e/o piccola safena).
Gli interventi di chirurgia ablativa comprendono lo stripping lungo della grande safena (dalla giunzione safeno-femorale al malleolo mediale), lo stripping corto della grande safena (dalla giunzione safeno-femorale fino al terzo superiore di gamba), lo stripping della piccola safena (dalla giunzione safeno-poplitea al malleolo laterale o a metà polpaccio), la crossectomia (eliminazione del reflusso nelle due safene laddove attraversano la fascia per aggettarsi nella vena femorale e poplitea), complementati in genere dalla flebectomia (con o senza tecnica di Muller) e dall’interruzione con legatura delle perforanti incontinenti.

- Tecnica C.H.I.V.A (Hemodynamique de l’Insuffisance Veineuse en Ambulatorie) e il mappaggio emodinamico preoperatorio: La finalità è trattare le varici mantenendo una safena drenante (cioè che convogli il sangue verso il cuore e non rimanga stagnante a livello degli arti inferiori) e non più refluente. La direzione del flusso safenico potrà essere fisiologica (valvuloplastica esterna safeno-femorale e primo tempo della strategia (CHIVA 2) oppure invertita verso il circolo profondo mediante le vene perforanti che collegano i due sistemi venosi superficiale e profondo (CHIVA 1). Anche queste tecniche possono essere complementate dalle flebectomie ma per la loro realizzazione è indispensabile farle precedere da uno studio ecocolorDoppler accurato.

- Laser applicato per via endovascolare: basa il proprio funzionamento sull’azione termica del laser, sia esso a diodi o YAG, convertendo la luce in calore e determinando nel circolo ematico bolle di vapore generate dal sangue emolizzato che trasmettono a loro volte il calore, per conduzione, ai tessuti circostanti con successiva distruzione delle tonache parietali e il loro colabimento. La sonda introdotta nel vaso da trattare sino a 4 cm al di sotto del suo limite superiore emettendo gli impulsi laser, in modalità discontinua, viene pertanto retratta in senso cranio-caudale obiettivando immediata occlusione del vaso; procedura peraltro facilmente osservabile poiché il fascio luminoso emesso risulta essere visibile per transilluminanza della cute.

- Radiofrequenza applicato per via endovascolare: l'intervento si basa sul principio che la radiofrequenza genera calore come nel nostro forno a microonde, determinando da un lato la distruzione della tonaca intima e dall’altro una contrazione ed un ispessimento delle fibre collagene contenute nell’avventizia e nella media. Ciò determina una evoluzione fibrosa del vaso venoso evolvente verso l’occlusione.

L’anestesia può essere praticata per via spinale o generale, secondo le modalità ritenute più opportune dal Medico Anestesista.

In ambito di Day-Surgery il paziente si ricovera al mattino, viene sottoposto ad intervento chirurgico e alla sera stessa ritorna a casa.

In ambito di Ambulatoriale il paziente viene dimesso alla fine del procedura terapeutica dopo un periodo di controllo. (Follow-up)

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