TRATTAMENTO
DEGLI ANEURISMI DELL’AORTA TORACICA
Noi preferiamo trattare gli aneurismi dell’aorta
toracica, nella più gran parte dei casi per via endovascolare,
seguendo la tendenza dei migliori Centri mondiali ed i dati della
letteratura internazionale, considerati gli indiscutibili vantaggi
offerti dalla tecnica suddetta in termini di riduzione del rischio
peri-operatorio (tassi di morbi-mortalità) e di impegno di
risorse umane.
L’esclusione endovascolare di un aneurisma
dell’aorta toracica implica un’incisione chirurgica
in un inguine, l’isolamento dell’arteria femorale e
l’inserimento in essa di un catetere che veicola la protesi.
Questo viene spinto a ritroso nell’albero vascolare sino a
giungere alla zona anatomica da trattare, seguendone l’avanzamento
con un amplificatore di brillanza (strumento radiologico ad emissione
di raggi x che in associazione con l’uso di mezzi di contrasto,
introdotti nell’organismo per via venosa, consente di visualizzare
l’aorta e i suoi rami collaterali) .
A questo punto la protesi viene liberata dal catetere
portante ed aperta in modo da ricostruire la regolare anatomia vascolare
all’interno dell’aorta, escludendo l’aneurisma.
La rimozione dei dispositivi necessari sia al rilascio della protesi
sia ai vari controlli angiografici è seguita dalla chiusura
dell’arteria per l’introduzione della protesi.
In caso di chirurgia tradizionale si rende invece
necessaria, in anestesia generale ed in intubazione bronchiale selettiva
(strategia tecnica che consente al paziente di poter ricevere ossigeno
ad un polmone e di escludere il controlaterale dalla ventilazione),
l’apertura del torace mediante una toracotomia sinistra (apertura
del torace di sinistra in spazi delimitati tra le costole), l’esclusione
dalla ventilazione del polmone sinistro, il clampaggio (chiusura)
dell’aorta toracica, con rilevanti ripercussioni di carattere
emodinamico (aumento della pressione a monte del clampaggio con
franco calo della stessa a valle) e la sostituzione del segmento
aneurismatico con una protesi, fissata alle estremità mediante
suture manuali. Spesso è necessario ricorrere ad un supporto
esterno di circolo, mediante una circolazione extra-corporea (CEC)
instaurata tra l’arteria e la vena femorale (shunt destro
à sinistro) o tra la vena polmonare e l’arteria femorale
(shunt sinistro à sinistro). La chirurgia aperta dell’aorta
toracica è purtroppo gravata da un alto rischio di complicanze
midollari (paraplegia o para-paresi), nel nostro Centro pari all’8%
dei casi, nonostante i sistemi di protezione del midollo adottati,
tra cui soprattutto il monitoraggio della pressione liquorale ed
il drenaggio del liquido cefalo-rachidiano contenuto all’interno
delle membrane che avvolgono il midollo spinale), che pratichiamo
di routine sia nel trattamento aperto tradizionale che in quello
ibrido allo scopo di diminuire la sofferenza del midollo spinale
e i rischi di paralisi degli arti inferiori.
ICONOGRAFIA
Trattamento endovascolare
degli aneurismi dell’aorta toracica
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